news, notizie, storia, cultura, tradizioni, produzioni cinematografiche, eventi culturali, sport, documentari, dirette tv, rubriche. L’ARCHIVIO STORICO ROTUNDA MARIS è inserito tra gli Archivi di Beni Sonori ed Audiovisivi di Basilicata, nell’ambito del progetto PON per la conservazione, valorizzazione e messa in rete del patrimonio immateriale (musiche, fiabe, racconti storici, feste, ecc.) della Basilicata e della Puglia realizzato dall’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi.
sabato 15 settembre 2018
GOVERNIAMO IL CAMBIAMENTO GIARDINI MURATI POLICORO demo
GOVERNIAMO IL CAMBIAMENTO demo
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POLITICA
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75025 Policoro MT, Italia
GOVERNIAMO IL CAMBIAMENTO GIARDINI MURATI POLICORO
GOVERNIAMO IL CAMBIAMENTO
ORA O MAI PIU' LA RIVOLUZIONE
PER LA BASILICATA
POLICORO 2018 09 15
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giovedì 13 settembre 2018
Rientrato l’allarme carenza
sangue
nella Regione Basilicata
COMUNICATO STAMPA
FIDAS BASILICATA N. 28 DEL 13/09/2018
Rientrato l’allarme carenza sangue nella Regione Basilicata
In una nota diffusa nei giorni
scorsi la dottoressa Clelia Musto, responsabile del Centro Regionale Sangue, ringrazia Fidas Basilicata e le altre associazioni di donatori di sangue per
aver contribuito a ricostruire le scorte, raccomandando le associazioni a non
abbassare la guardia.
La Fidas Basilicata ufficializza
i dati delle donazioni di Agosto di tutta la regione dichiarando di aver
consegnato ai centri trasfusionali 465 sacche tra sangue intero e aferesi. Le
campagne di promozione della cultura del dono delle varie sezioni su tutto il
territorio regionale e la presenza costante dei volontari Fidas nei centri
trasfusionali hanno prodotto degli ottimi risultati e soprattutto in alcune
aree si sono registrati dei notevoli incrementi. Con gli hashtag
“donaprimadipartire” e “donainvacanza”, gli svariati appelli e i rinnovati
appuntamenti estivi delle varie sezioni Fidas, tra passeggiate ecologiche,
iniziative culturali, spettacoli musicali la risposta dei donatori di Fidas
Basilicata è stata come sempre importante.
Nonostante la Regione sia stata
in affanno e i centri trasfusionali abbiano registrato delle carenze in alcune
giornate soprattutto del gruppo 0 +/-, il Presidente Pancrazio Toscano è
orgoglioso dei risultati e della puntuale risposta agli appelli da parte dei
donatori. “L’impegno dei Presidenti e dei volontari sul territorio è crescente.
Essere un volontario in Fidas oggi vuol dire vivere a pieno la vita
associativa. Sono numerose le giornate di formazione sia del personale medico e
infermieristico, ma anche dei volontari stessi che devono essere sempre pronti
a recepire tutti gli adempimenti richiesti dal Sistema Qualità del Sangue,
tutte le normative nazionali e soprattutto devono essere preparati a dare tutte
le informazioni necessarie ai donatori periodici e alle nuove leve. Le Regioni
del Sud quest’anno non sono state direttamente interessate dal West Nile Virus che ha prevalentemente colpito l’area della
pianura Padana e alcune aree dei paesi dell’Est Europeo, ma poiché in estate
spesso si conta anche sulle donazioni dei giovani e degli emigranti che tornano
nei paesini lucani di origine, purtroppo indirettamente siamo stati coinvolti
anche noi. Proprio in estate normalmente Fidas registra un incremento delle
donazioni per il ritorno di coloro che vivono al Nord e che sono puntualissimi
nel donare il proprio sangue nelle giornate organizzate dalle sezioni in luglio
ed agosto. E’ un fenomeno interessante questo dei nostri corregionali che ritornano alle
origini, i quali sentono forte il legame
con la nostra terra pertanto non solo tornano dai propri cari, ma tornano a
donare almeno due volte l’anno, in estate e a Dicembre in occasione delle
vacanze. Se le città si spopolano e questo genera criticità in altre regioni, i
piccoli paesi lucani si riempiono. Se avessimo avuto anche noi a disposizione
il test NAT per scongiurare la presenza del virus nei donatori provenienti da quelle
aree, non avremmo dovuto subire l’imposizione della sospensione temporanea dei
28 giorni. E’ stato necessario incrementare l’operosità dei volontari per
coinvolgere altri donatori e sopperire a questa carenza”.
Allo stesso modo è stata
importante la collaborazione con Avis Basilicata, altro attore principale per
quanto riguarda la raccolta di sangue. Lo scorso 8 settembre proprio per
sopperire alle richieste dei centri trasfusionali, Avis ha chiesto “in
prestito” un infermiere che normalmente collabora con Fidas Basilicata per
effettuare una giornata straordinaria di donazione a Ferrandina. Questo il vero
spirito del volontariato, questa la vera risposta alla carenza di sangue in
Basilicata.
Ufficio Stampa
Fidas Basilicata
Giovanni Spadafino
338 4087374
Rosanna Persiani
338 457 7407
RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO
ROVETO ARDENTE
SANTUARIO DI SANTA MARIA REGINA DI ANGLONA
TURSI 21 09 2018
TURSI - SANTUARIO DI ANGLONA
" Lo portò in una locanda e si prese cura di lui ". (Lc 10, 34)
Ore 19,00 celebrazione eucaristica
presieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofino,
Vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro;
Ore 20,30: Roveto Ardente
Il Roveto Ardente sarà guidato da Mario Landi e da don Fulvio Di Fulvio.
Abbiamo chiesto loro di animare una preghiera di guarigione interiore, fisica e di liberazione.
La celebrazione eucaristica delle ore 19 sarà presieduta dal vescovo Mons. Orofino.
È un momento di evangelizzazione, invitiamo tante persone, soprattutto i bisognosi.
per info:
Segreteria Reg. RnS Basilicata
Via Monginevro, 1/6
75025 Policoro (MT)
cell.: 3406777459
mail: info@rns-basilicata.it
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mercoledì 12 settembre 2018
FASCIA JONICA - 40 ANNI DI LOTTE ANTINUCLEARI
FASCIA JONICA - 40 ANNI DI LOTTE ANTINUCLEARI
INIZIATIVA DEI COMITATI ANTINUCLEARI
PUGLIESI-LUCANI E DEI COBAS
NOVA SIRI IL 22 E 23 SETTEMBRE 2018
FASCIA
JONICA - 40 ANNI DI LOTTE ANTINUCLEARI
I
Comitati antinucleari pugliesi-lucani e i cobas organizzano una due
giorni a Nova Siri il 22 e 23 settembre a 40 anni dal primo campeggio
antinucleare dell’agosto del 1978
IL
MANIFESTO DELL’INIZIATIVA
Le
cronache quotidiane italiane sono piene di notizie che riguardano la
devastazione del territorio. Che si tratti di grandi opere, di incuria o
speculazione, non passa giorno in cui non si abbia notizia di un’alluvione, di
un crollo o di una contaminazione dovuti ad attività antropico-industriali che
mettono a rischio la salute collettiva ed ambientale.
La memoria
storica è uno strumento indispensabile per le attuali e future generazioni, per
la continuità politica delle lotte e delle conquiste.
Lungi
dal voler significare un mero ricordo di quel periodo storico, la due giorni di
Nova Siri intende invece, senza pretese, affermare l’attualità di quelle lotte.
Il
movimento antinucleare ha radici profonde; esso fu il primo a spostare negli
anni ‘70 l’attenzione a livello internazionale sul nesso esistente tra l’uso
del territorio e lo sfruttamento dell’energia, tra le logiche del profitto e
quelle dello sviluppo. La “due giorni di Nova Siri” vuole dare un contributo in
questa direzione a 40 anni dal primo campeggio antinucleare in Basilicata che,
insieme a Montalto di Castro, aprì di fatto la stagione delle lotte contro le
centrali nucleari costruite o da costruire.
La
questione nucleare riveste un ruolo molto particolare. Essa interessa a largo
spettro il campo militare, civile ed ambientale in genere. Basti pensare come
il pressante mercato dell’energia renda completamente asserviti interi
territori. L’energia padrona, spesso inutile per intere popolazioni, serve
essenzialmente per alimentare discutibili processi produttivi, a loro volta
fonti di disastri di ogni tipo: le mega discariche ne rappresentano l’esempio
più eclatante.
La
vittoria del primo referendum nell’87 ha permesso la chiusura delle centrali
elettronucleari esistenti, un “limite sostanziale” al nucleare militare e
continui anche se contraddittori cambiamenti dei programmi e dei progetti
energetici. Nel 2003, la mobilitazione di Scanzano Jonico, in Basilicata,
blocca la proposta berlusconiana della costruzione di un deposito nazionale di
scorie nucleari. Successivamente, nel 2011 è stato vinto il secondo referendum,
rispedendo al mittente gli interessi strategico-nazionali dei mega progetti
berlusconiani per riprendere lo sfruttamento dell’energia nucleare. Quasi
sicuramente Chernobyl e Fukushima… potrebbero non bastare!
Nel
2014 il governo renziano, pressato dalle normative europee, insiste sul progetto
di un mega deposito nazionale di scorie radioattive; a distanza di quattro
anni, però, tutto sembra apparentemente fermo, infatti, ad oggi, la Sogin
non ha ancora pubblicato la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee
(CNAPI).
Inoltre
non è dato sapere come l’attuale governo lega-stellato affronterà queste
tematiche.
Non ci
vuole molto a capire che non è solo un problema di “capacità e competenze”.
Quando ci sono enormi interessi da tutelare, anche sovranazionali, e i
dividendi delle multinazionali non sono ancora definiti, i territori e le
popolazioni si troveranno a subire le liti dei potenti.
A
quaranta anni di distanza dai primi campeggi antinucleare, il problema delle
scorie nucleari non è stato ancora risolto. In Italia, quasi in tutte le
regioni, sono presenti pseudo depositi provvisori di rifiuti radioattivi,
compresi quelli di origine sanitaria. Gli stoccaggi più gravosi si trovano in
Piemonte, in particolare a Saluggia, e in Basilicata nella Trisaia di
Rotondella, proprio a due passi da Nova Siri. Da menzionare anche quelli fuori
territorio nazionale, in Francia ed Inghilterra, con relativi costi per il
riprocessamento, … e tutti quelli che … non è dato sapere.
Ad oggi in
Italia rimane la beffa che grava sulla "cara bolletta elettrica" che
contempla, ancora a distanza di 30 anni dalla loro chiusura, il costo delle
centrali nucleari, aggiunto a quello per la loro messa in sicurezza. Lo stesso
decomissioning risulta a tutt'ora irrealizzato dal carrozzone mangiasoldi
Sogin, a cui è stata affidata anche la gestione del sospirato "deposito
nazionale di scorie nucleari". Questi costi insieme a quelli del fermo
delle numerose centrali a olio combustibile+gas e agli incentivi destinati alle
inquinanti centrali geotermiche e a biomasse ricadono sempre in bolletta.
Dalle
servitù petrolchimiche, comprese le trivellazioni selvagge per mare e per
terra, ai gasdotti transnazionali (Tap e East Med), dalla enorme diffusione di
impianti eolici e fotovoltaici alla moltiplicazione delle discariche, dai
ricatti occupazionali e di salute dei mega mostri industriali e lo
sconvolgimento delle economie agricole autoctone, questa due giorni vuole
essere un passo in avanti contro l’odierna strategia energetica fatta ancora di
fonti fossili.
Pertanto
invitiamo le popolazioni e i comitati che si oppongono all'energia padrona e
alle grandi opere, a prendere parte attiva all'iniziativa del 22-23 settembre a
Nova Siri, per costruire un fronte comune ed unire quelle forze capaci di
incidere nella presente realtà come lo fu il vincente Movimento Antinucleare
degli anni '80.
Programma:
sabato
22 settembre: mattino ripresa della memoria storica delle battaglie antinucleari;
pomeriggio attualità dei programmi nucleari civili e militari, con interventi
dei comitati, con successivi filmati e mostre fotografiche del tempo;
domenica
23 settembre: interventi dei comitati presenti sulle varie vertenze
territoriali per sviluppare battaglie future contro i combustibili fossili e
l'attuale modello di sviluppo legato all'energia padrona
.la
nostra nota
FASCIA
JONICA - 40 ANNI DI LOTTE ANTINUCLEARI
Sono
passati esattamente 40 anni da quando sulla fascia jonica le comunità si opposero
all’ampliamento del sito itrec e di una ipotetica centrale nucleare sul Sinni e
un deposito di scorie nucleari a Craco, poi ci fu Scanzano nel 2003
coinvolgendo in questa battaglia per la difesa del territorio e della propria
esistenza ben tre generazioni.
Noscorie
Trisaia
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Ubicazione:
75020 Nova Siri MT, Italia
“Governiamo il cambiamento” 15 settembre giardini murati di Policoro
“Governiamo il cambiamento”
15 settembre alle ore 19.00
presso i giardini murati di Policoro
Dopo gli appuntamenti di Maratea
e di Montalbano Jonico di Luglio e dopo la pausa estiva, riprendono gli
appuntamento di “Governiamo il
cambiamento” che punta ad aggregare tutte le forze politiche alternative al
“sistema di potere regionale”.
L’iniziativa che si presenta in
una forma nuova, si svolgerà il 15 settembre alle ore 19.00 presso i giardini
murati di Policoro ed è aperta alle forze civiche, ai cittadini e agli
esponenti politici che intendano collaborare e confrontarsi sul futuro della
Regione Basilicata.
Un
forum, un incontro a viso aperto. Non un convegno, non una passarella, ma un
confronto alla pari con il fine di scrivere le regole in comune sulle quali
costruire, facendolo insieme ai cittadini, un percorso diverso, assumendosi la
responsabilità di costruire una vera alternativa politica per la nostra Terra.
Alternativa credibile, reale, meritocratica, di rottura, necessaria ed
obbligatoria.
Denominata “rivoluzione X la Basilicata”, senza
generali e senza graduati, sarà una grande manifestazione di base aperta a
tutti coloro i quali siano disponibili a mettersi in discussione senza
rivendicare inesistenti rendite di posizione e presunte leadership al solo fine
di ampliare la partecipazione per costruire dal basso la risposta al sistema.
Il fine è
quello di creare un manifesto politico sul quale
costruire l’alternativa, fatta di regole e metodi nuovi, fatta di meritocrazia
e prospettiva, di chiarezza e di partecipazione che viene proposto a tutte le
forze in campo che vogliono realmente costruire un futuro diverso.
Al centro della discussione
saranno posti il cambio culturale
che deve nascere da una politica autenticamente rigenerata dal basso, le generazioni escluse dal futuro di
questa terra all’interno delle quali vanno necessariamente collocate tutte
quelle persone che hanno lasciato la Basilicata senza neanche la speranza di un
rientro, le visioni per il futuro
della Lucania e gli assi programmatici
per l’utilizzo delle risorse al fine di creare le condizioni occupazionali per
il nostro territorio.
“Partecipa, discuti, decidi” non
è soltanto uno slogan ma un modo innovativo di concepire la politica, nella
convinzione che un sistema non possa essere sconfitto da un altro sistema ma
soltanto da un movimento popolare in grado di immaginare e realizzare un futuro
diverso per la nostra terra.
Dopo Maratea e Montalbano Jonico,
dunque, sarà Policoro il terzo momento di incontro e di discussione aperta a
tutti per creare l’alternativa al sistema che nasca dal Popolo e non dalle
presunte elites.
“Costruire
un’alternativa al sistema di potere regionale in Basilicata, oggi rappresenta
un obbligo morale e civile in una Regione che da decenni vive, anzi muore,
sotto il controllo di una classe dirigente e politica che ha reso il nostro
territorio una grande occasione persa.
I temi sono tanti e
toccano tutti gli aspetti che fanno della Basilicata la bella e dannata
d’Italia, con risorse uniche e potenziali da sempre inespressi, ma oggi, con
gli schemi saltati, c’è bisogno di riscrivere prima i valori sul quale
costruire il futuro, una vera rivoluzione culturale che tocca tutti.
Per fare questo,
occorre invertire il sistema decisionale, interpretare le anime di questa
regione che spesso sono rimaste sempre isolate e fuori
dagli schemi di potere proprio perché non disponibili ai compromessi.
Esiste un orgoglio
dentro i lucani, che è sempre stato smorzato dalle facili promesse e da quelle
condizioni che ci hanno resi schiavi ed ormai incapaci anche di sognare una
storia diversa, per sé, per i propri figli e per quella comunità di cui tutti
facciamo parte ma che è sempre stata a disposizione di pochi.
Per questo, ora o
mai più”
Il Comitato direttivo “Governiamo il Cambiamento”
L’iniziativa che si presenta in
una forma nuova, si svolgerà il 15 settembre alle ore 19.00 presso i giardini
murati di Policoro ed è aperta alle forze civiche, ai cittadini e agli
esponenti politici che intendano collaborare e confrontarsi sul futuro della
Regione Basilicata.
Un
forum, un incontro a viso aperto. Non un convegno, non una passarella, ma un
confronto alla pari con il fine di scrivere le regole in comune sulle quali
costruire, facendolo insieme ai cittadini, un percorso diverso, assumendosi la
responsabilità di costruire una vera alternativa politica per la nostra Terra.
Alternativa credibile, reale, meritocratica, di rottura, necessaria ed
obbligatoria.
Denominata “rivoluzione X la Basilicata”, senza
generali e senza graduati, sarà una grande manifestazione di base aperta a
tutti coloro i quali siano disponibili a mettersi in discussione senza
rivendicare inesistenti rendite di posizione e presunte leadership al solo fine
di ampliare la partecipazione per costruire dal basso la risposta al sistema.
Il fine è
quello di creare un manifesto politico sul quale
costruire l’alternativa, fatta di regole e metodi nuovi, fatta di meritocrazia
e prospettiva, di chiarezza e di partecipazione che viene proposto a tutte le
forze in campo che vogliono realmente costruire un futuro diverso.
Al centro della discussione
saranno posti il cambio culturale
che deve nascere da una politica autenticamente rigenerata dal basso, le generazioni escluse dal futuro di
questa terra all’interno delle quali vanno necessariamente collocate tutte
quelle persone che hanno lasciato la Basilicata senza neanche la speranza di un
rientro, le visioni per il futuro
della Lucania e gli assi programmatici
per l’utilizzo delle risorse al fine di creare le condizioni occupazionali per
il nostro territorio.
“Partecipa, discuti, decidi” non
è soltanto uno slogan ma un modo innovativo di concepire la politica, nella
convinzione che un sistema non possa essere sconfitto da un altro sistema ma
soltanto da un movimento popolare in grado di immaginare e realizzare un futuro
diverso per la nostra terra.
Dopo Maratea e Montalbano Jonico,
dunque, sarà Policoro il terzo momento di incontro e di discussione aperta a
tutti per creare l’alternativa al sistema che nasca dal Popolo e non dalle
presunte elites.
“Costruire
un’alternativa al sistema di potere regionale in Basilicata, oggi rappresenta
un obbligo morale e civile in una Regione che da decenni vive, anzi muore,
sotto il controllo di una classe dirigente e politica che ha reso il nostro
territorio una grande occasione persa.
I temi sono tanti e
toccano tutti gli aspetti che fanno della Basilicata la bella e dannata
d’Italia, con risorse uniche e potenziali da sempre inespressi, ma oggi, con
gli schemi saltati, c’è bisogno di riscrivere prima i valori sul quale
costruire il futuro, una vera rivoluzione culturale che tocca tutti.
Per fare questo,
occorre invertire il sistema decisionale, interpretare le anime di questa
regione che spesso sono rimaste sempre isolate e fuori
dagli schemi di potere proprio perché non disponibili ai compromessi.
Esiste un orgoglio
dentro i lucani, che è sempre stato smorzato dalle facili promesse e da quelle
condizioni che ci hanno resi schiavi ed ormai incapaci anche di sognare una
storia diversa, per sé, per i propri figli e per quella comunità di cui tutti
facciamo parte ma che è sempre stata a disposizione di pochi.
Per questo, ora o
mai più”
Il Comitato direttivo “Governiamo il Cambiamento”
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martedì 11 settembre 2018
CONVEGNO INAUGURAZIONE SCUOLA PARITARIA S. VINCENZO GROSSI demo
CONVEGNO INAUGURAZIONE demo
SCUOLA PARITARIA SAN VINCENZO GROSSI
S.E. MONS. VINCENZO OROFINO
ASSOCIAZIONE IN CAMMINO
POLICORO 2018 09 11
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