PERIODO MATERANO
DI EDVIGE VIOLA DA
"I RICORDI FELICI DELLA
MIA INFANZIA E POESIE"
MONTALBANO JONICO 2024 04 29
I miei ricordi, quasi nitidi, arrivano a quando ero
abbastanza piccola a circa quattro anni. Abitavamo allora a Matera. La città,
negli anni ’50, era molto diversa da com’è adesso. In quel periodo la gente che
viveva nei Sassi stava cominciando a emigrare al Nord Italia o all’estero o
semplicemente a trasferirsi in case più dignitose, stanca di vivere con gli
animali in grotte umide e malandate e a lasciare finalmente quella zona
considerata la vergogna della città.
Abitavamo vicino alla stazione, al primo piano di una casa
ubicata sotto una lamia cui si accedeva da una scala esterna, posta in un ampio
cortile dove spesso mi divertivo a fare lo scivolo dal muretto. Ero una bimba
vispa, bella (detto dagli altri) con occhi azzurri e capelli biondi ondulati; spesso
mamma mi faceva I boccoli. Tutti mi volevano bene.
Gli amici di famiglia si divertivano con me, soprattutto
quando mi facevano imitare il cinema ed io con le mani e il corpo ripetevo le
scene dei film e ridevano! mi coccolavano regalandomi leccornie…..
Anche quella volta che avevo la febbre a quaranta mi
chiesero: “Giùggiù (così mi chiamavano)
come fa il cinema?”, ed io, come
sempre, imitavo, alzando e ondeggiando le mie manine, con la poca forza che
avevo, suscitando le loro risate.
Quando mi portavano a passeggio ed entravamo nei bar, volevo
le cose migliori e più costose, facendo capricci se non le ottenevo, ma quando
rientravo a casa, mia madre mi rimproverava per il mio comportamento.
Non ricordo se mio fratello allora frequentasse una scuola di
disegno ma ricordo perfettamente mia sorella che frequentava la prima
elementare e faceva capricci ogni mattina perché non voleva andare a scuola,
facendo arrabbiare mamma, soprattutto quella volta che tornò a casa con una
bella cartella nuova di pelle che non era sua.
Mia madre, di fretta, tornò a scuola per restituirla al
proprietario, invece, con grande sorpresa, seppe dalla maestra che i genitori
benestanti di una sua compagna (il padre era il Prefetto della città), per
volere della figlia, gliela avevano regalata.
Dalle finestre spalancate dei palazzi circostanti sentivo la
radio suonare canzoni di Sanremo: Grazie
Dei Fiori, L’Edera, Luna Rossa e
canzoni napoletane accompagnate dalla voce stonata degli ascoltatori.
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EDVIGE VIOLA I RICORDI FELICI DELLA MIA INFANZIA E POESIE MONTALBANO JONICO 2024 04 29
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