A RICORDO DI MIA MADRE:
CARMELA LA FORNAIA
di Domenico Friolo
ROTONDELLA 2026 08
09
A ricordo di mia madre: Carmela la fornaia.
I fichi raccolti nel frutteto di Caramola
Venivano portati in paese al quartiere Purgatorio, le
famiglie Cirigliano e Friolo dividevano a metà i fichi con l'accortezza di
non dividerlo in due parti e li esponevano al sole su cannizze piatte costruite
da mio nonno e per almeno tre giorni erano posti al sole e a sera venivano
imbottiti con una mandorla e richiusi e trasportati in sporte e sportoni al
forno gestito da mia madre vicino San Rocco. E i fichi imbottiti e insertati
con degli "jung"i verdi flessibilissimi così da ottenere più serte
circolari e venivano lasciati abbrustolire fino al mattino nel forno spento e
di cui si sfruttava il calore rimasto nel suo interno delle infornate di pane
precedente. E chiaro che di notte i
fichi imbottiti venivano controllati per un rostire al punto giusto.
Il mattino successivo venivano tirati fuori con la pala di legno da forno e poi venduti a un compratore napoletano e costui li spediva via nave in America.
Dai miei
ricordi rotondellesi.


