sabato 20 giugno 2026

LE LINGUE DELLE TAVOLE DI ERACLEA MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA SIRITIDE 23 GIUGNO POLICORO 2026 06 23

MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA SIRITIDE
LE LINGUE DELLE TAVOLE DI ERACLEA
23 GIUGNO 
POLICORO 2026 06 23 


Quali lingue raccontano le Tavole di Eraclea?

Si torna a parlare delle Tavole di Eraclea, eccezionalmente esposte fino a novembre presso il Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro (MT).

Martedì 23 giugno un incontro speciale accompagnerà il pubblico alla scoperta delle scritture e dei testi incisi su uno dei documenti più importanti della Magna Grecia grazie agli interventi degli epigrafisti:

Giulio Vallarino (Università Roma Tre) "Scrittura e città nelle Tavole greche di Eraclea"
Antonio Zumbo (Università della Calabria) "Un retro non meno del davanti"

Inizio: ore 18.30
Luogo: Museo Archeologico Nazionale della Siritide – Policoro
Ingresso libero

Il museo sarà aperto fino alle ore 23.00. L'iniziativa rientra nel Piano di Valorizzazione "Tesori Lucani". 



PATRIMONIO CULTURALE E GENERE. CULTURA E PARITÀ: OLTRE GLI STEREOTIPI ASSOCIAZIONE NUOVA HERA - AIGU BASILICATA POLICORO 2026 06 29

PATRIMONIO CULTURALE E GENERE. 
CULTURA E PARITÀ: OLTRE GLI STEREOTIPI

ASSOCIAZIONE NUOVA HERA 
AIGU BASILICATA
POLICORO 2026 06 29 

In foto da sinistra: Bruno D’Alessandro, Roberta De Matteis, 
Paola Laviola, Mariarita Clone, Cosimo Palazzo.

POLICORO – Lunedì 29 giugno alle ore 19:00 i Giardini Murati di Policoro ospiteranno “Patrimonio Culturale e Genere. Cultura e Parità: Oltre gli stereotipi”, il primo evento del gruppo AIGU Basilicata (Giovani UNESCO), realizzato in collaborazione con l’Associazione Nuova Hera e con il patrocinio del Comune di Policoro.

 Una location carica di significato: su questo stesso territorio sorgeva l’antica Heraclea, colonia greca della Magna Grecia che custodiva uno dei più importanti santuari di Demetra dell’Italia meridionale. Qui le donne rivestivano un ruolo centrale nei culti legati alla fertilità, alla terra e ai cicli della vita, partecipando attivamente alla vita religiosa e simbolica della comunità.

 «AIGU promuove attività nei campi dell’educazione, della cultura e della cittadinanza attiva, con particolare attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni – dichiara Chaimaa El Jihad, Referente AIGU Regione Basilicata –. Il nostro format nazionale EDU affronta ogni anno una tematica specifica: per il 2024/2025 il focus è “Parità di genere e patrimonio culturale”, un binomio che riteniamo fondamentale per costruire comunità più consapevoli, inclusive e partecipative. L’evento che si svolgerà mira a coinvolgere ragazze e ragazzi delle scuole, attraverso momenti di sensibilizzazione, confronto e attività laboratoriali. Abbiamo inoltre il piacere di annunciare la partecipazione dell’attivista lucana Federica Fabrizio, che offrirà un contributo prezioso sul tema».

 La scelta di Policoro non è casuale: «Abbiamo scelto Policoro perché questo territorio fa parte della nostra storia associativa: una scelta fortemente sostenuta da Paola Laviola, Referente EDU Basilicata, che proviene proprio da qui e conosce le dinamiche, le esigenze e le potenzialità della comunità locale.

  Portare l’evento a Policoro significa quindi restituire valore al territorio, coinvolgere i giovani in modo autentico e costruire un percorso che nasce da dentro e non dall’esterno. Questo ci permette di lavorare in sinergia con le realtà locali, facilitare il coinvolgimento dei giovani e garantire un radicamento reale dell’evento nella comunità».

 «Siamo felici e onorati che il primo evento dei Giovani UNESCO Basilicata si realizzi proprio a Policoro, in collaborazione con Nuova Hera – dichiara Cosimo Palazzo, Presidente dell’Associazione Nuova Hera –. La nostra associazione, nata da meno di un anno, è perfettamente in linea con gli obiettivi fondamentali dell’UNESCO: la promozione della pace, dello sviluppo sostenibile e del dialogo interculturale. Policoro, con la sua spontanea vocazione all’accoglienza e con un patrimonio storico che vede le donne protagoniste già nell’antica Heraclea, rappresenta il luogo ideale per ospitare un’iniziativa di questo valore».

 Il programma prevede introduzione al tema, pitch delle associazioni, l’intervento di Federica Fabrizio, workshop partecipativi e conclusioni.

 «Parlare oggi di parità di genere non significa sottolineare una divisione, ma ricordare con forza una uguaglianza totale e non negoziabile – sottolinea Palazzo –. È un dialogo necessario, urgente e culturale, che deve attraversare le nostre comunità per costruire una società davvero inclusiva».

 Chaimaa El Jihad e Cosimo Palazzo esprimono un sentito ringraziamento al Comune di Policoro per aver concesso il patrocinio e per aver accolto con entusiasmo questa iniziativa, sostenendo concretamente il dialogo tra giovani, associazioni e territorio.

 L’evento si annuncia come un momento concreto di riflessione, confronto e partecipazione attiva, aperto a tutta la cittadinanza.

 AIGU Basilicata e APS-ETS Nuova Hera


IIS FERMI X EDIZIONE PREMIO NAZIONALE HERACLEA SIRIS IN POESIA "IL CORAGGIO DI FIORIRE" POLICORO 2026 06 22

IIS FERMI POLICORO
X EDIZIONE 
PREMIO NAZIONALE 

HERACLEA SIRIS IN POESIA 
"IL CORAGGIO DI FIORIRE" 
LUNEDÌ 22 GIUGNO
POLICORO 2026 06 22 



giovedì 18 giugno 2026

LA SOMIGLIANZA DI DOMENICO FRIOLO ROTONDELLA 2026 06 18

LA SOMIGLIANZA 
di Domenico Friolo
ROTONDELLA  2026 06 18

 


Persi

mia madre

da bambino,

ma Ella

mi lasciò

di lei

la somiglianza:

il suo volto

ed un fiore

di garofano

amaranto

sul petto:

non ebbi

mai

un'altro

regalo

più bello.

Grazie

madre mia.

di Domenico Friolo

 #LaSomiglianza,

FRANCESCA BARRA MIO PADRE ERA UN UOMO FELICE ED È MORTO DA UOMO FELICE POLICORO 2026 06 18

FRANCESCA BARRA 
MIO PADRE ERA UN UOMO FELICE 
ED È MORTO DA UOMO FELICE 
POLICORO 2026 06 18


Mio padre era un uomo felice ed è morto da uomo felice.

Vorrei condividere questa riflessione perché vorrei che restasse a tutti noi, per indurci a pensare quando sarà così facile lamentarci, dimostrare ingratitudine, sbadigliare davanti alla vita, essere insofferenti o passivi. Ma anche perché la scrittura, lo sapete, mi conforta e mi aiuta a sentirlo ancora vicino.

Cosa resta?

Alla fine, cosa resta di noi esseri umani? Qual è il fine di una vita, se non la felicità, se non l’amore autentico?

Papà aveva capito che la risposta a questa domanda è l’unica che conta davvero. E per tutta la vita ha lavorato per lasciare un segno, per migliorare la vita delle persone che amava.

Per farci capire che, alla fine, la fama, il lavoro, il conto in banca, quanti programmi hai condotto, tutto passa. Gli investimenti spirituali, la capacità di amare, no. Quella resta. Ti influenza, ti porta lontano e, a cascata, ti rende immortale attraverso i racconti, la memoria, le storie dei giusti.

È stato un professionista eccellente. Lo avete intuito da ciò che avete letto in questi giorni nelle parole di tante persone che lo conoscevano. Era un maestro per gli altri. Ha formato tanti giovani professionisti. Il suo talento economico era riconosciuto da tutti perché papà era, prima di ogni altra cosa, umano.

Papà era umile e non ostentava. Faceva sentire importante chiunque. Ascoltava chiunque. Lo faceva con gli amici, con gli sconosciuti, con i suoi figli e persino con la più piccola dei suoi otto nipoti. Aveva una qualità rara: sapeva vederti. Davvero.

Non ha mai fatto sentire i suoi nipoti dei bambini, ma delle persone.

Per lui il prossimo era importante.

La sua gentilezza era così naturale, così profonda, che a volte mi sembrava appartenere a un altro tempo. Negli ultimi giorni, vedendolo rivolgersi con rispetto e gratitudine persino al medico che gli proponeva una cura, ho pensato che uomini così non nascono più.

Papà era l’ultimo dei cavalieri garbati. In questo somiglia a Vittorio. A loro due vogliono tutti bene.

Noi tre fratelli non abbiamo mai litigato. Per questo considero un privilegio parlare, perché sono certa di farlo anche a nome loro.

Per molti papà era il dottore: logico, pragmatico, risolutivo. Un modello di rettitudine. Ma era anche ironico e dissacrante. E metteva davanti per prima cosa il cuore.

E in questo gli somiglia la mia adorata sorella Evita.

Tutti amavano parlare con lui.

Papà era un viaggiatore, un divoratore di libri, un fotografo, un uomo curioso, meticoloso, paziente e illuminato. Era un marito innamorato, un padre presente, un nonno romantico, un grande uomo del Sud.

Guardava il mondo con occhi romantici. Si opponeva all’idea che la vita fosse soltanto qualcosa da spiegare attraverso la logica, la razionalità e la freddezza. Sapeva che esistono cose che contano di più: la gentilezza, l’amore, lo stupore. E anche un po’ di follia.

“La realtà, a differenza dei sogni, è priva di elasticità”, scriveva Mishima, uno dei suoi autori preferiti.

Papà era un sognatore. In questo sono io a somigliargli. Mi definiva stravagante. Diceva che vagavo oltre con la fantasia.

Per questo uomini come lui non possono essere sconfitti dalla morte.

Vorrei dirvi che papà se n’è andato sorridendo, guardando in alto, oltre, come aveva saputo fare per tutta la vita. E quel sorriso era lo specchio della sua anima.

Questo gigante dentro e fuori casa, era il nostro papà, il nostro nonno, il marito della mamma, il suocero, lo zio, il cognato, il centro saldo della nostra famiglia.

Non dimenticate l’essenza della sua vita. Sarà un dono per tutti.

So che un amore così grande comporta anche un dolore immenso. Ma so anche che questo dolore è il prezzo della fortuna che abbiamo avuto.

Il primo giugno mi scriveva su WhatsApp:

«Tesoro mio, che gioia e che conforto. Siamo la famiglia più bella e più unita del mondo. Un’opera d’arte…»

Dentro queste parole c’è molto di ciò che riusciva a trasmetterci.

Ho ritrovato una letterina alle elementari in cui gli scrivevo: “Un giorno, con i miei figli, vorrò essere come te”.

E poi firmavo: “Il tuo cucciolo, il tuo turacciolino”. Perché lui mi chiamava così, turacciolo di champagne. Che quando scoppia insomma, lo sapete. E’ dirompente ma porta bollicine.

Mi chiamo anche come lui: Francesca Barra E anche se non riuscirò mai a essere come lui, continuerò a sforzarmi di raccontare l’amore, il senso della famiglia e la felicità.

Papà,

Forse nessuno di noi berrà più una spremuta senza pensare a te. Forse non la berremo proprio più.

O forse la berremo insieme allo champagne che tenevi sempre in fresco, brindando alla tua salute, al tuo sorriso, alla tua vita.

Hai collaborato fino alla fine per regalarci un lieto fine. Forse questa è l’unica cosa che non sei riuscito a fare.

Ma grazie, papà.

Almeno questo sono riuscita a dirtelo.

Durante il tuo ultimo respiro, in quell’istante in cui ho creduto di vedere che esiste un aldilà

 




RNS BASILICATA SCUOLE REGIONALI DI FORMAZIONE ESTIVA 4-5- LUGLIO POLICORO 2026 07 04-05

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ROSELLA POPIA PRIMA DONATRICE AIDO IN BASILICATA PROGRAMMA COMMEMORAZIONE NEL XXXI ANNIVERSARIO 26-28 GIUGNO 2026

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