Visualizzazione post con etichetta #StoriadiRotondella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #StoriadiRotondella. Mostra tutti i post

venerdì 23 gennaio 2026

ERBE MAGRE È POVERTÀ DI DOMENICO FRIOLO ROTONDELLA 2026 01 20

ERBE MAGRE È POVERTÀ
di Domenico Friolo
ROTONDELLA 2026 01 20

DIALETTO ROTONDELLESE


ERBE MAGRE È POVERTÀ

Sedersi a tavola con la mamma,
il padre, con fratelli, sorelle
e mangiare tutti insieme,
era un momento di gioia,
di gratitudine umile semplice
vera, una gratitudine di cuore.
Non c'era nessuna pretesa
o impossibili preferenze,
si accettava ciò che c'era.
Messe sulla tavola grande,
ogni pietanza raccoglieva
in se la storia dello stato
della vita: sia essa ricca
come per poche persone
oppure di vita sacrificata
e difficile per tanti compreso
quel dover considerare il
cibo unicamente dignitoso
anche grazie alla perseveranza
materna di procurare cibo ai figli
imposto dall' esserne le madri
e che durante la povertà assoluta
cercavano verdure commestibili
intorno al borgo sul colle per poi
friggerle insieme nella sugna
o nel lardo a un uovo: madri che
riuscivano dal niente a porgere
qualcosa sulla tavola per i figli.
I tempi cambiano, non i ricordi.
Ecco perchè non dimenticarli.
Marburg 4 settembre 2024.

giovedì 22 gennaio 2026

STORIA DI ROTONDELLA "PALAZZO PENNA" SCRITTA DAL PROF. GIOVANNI MONTESANO PUBBLICAZIONE A CURA DI COSIMO STIGLIANO ROTONDELLA 2026 01 22

                                                           STORIA DI ROTONDELLA 
"PALAZZO PENNA" 
SCRITTA DAL PROF. GIOVANNI MONTESANO 
TRASCRIZIONE E PUBBLICAZIONE A CURA 
DI COSIMO STIGLIANO
ROTONDELLA 2026 01 22 





mercoledì 27 agosto 2025

IL VECCHIO FONTANINO DEL PURGATORIO DOMENICO FRIOLO ROTONDELLA 2025 08 27

 IL VECCHIO FONTANINO 
DEL PURGATORIO 

DOMENICO FRIOLO 
ROTONDELLA 2025 08 27



IL VECCHIO FONTANINO
DEL PURGATORIO.
Tu: testimone di tante vite
con le tue acque servite
dall'alba fino a sera tarda
ai mattinieri e a chi ritarda.
Lì s'abbeveravano l'asinello
la capra, il cane e l'agnello
per la campagna partendo
e a sera stanchi ritornando.
Poi c'era il bucato da lavare
e donne leste a insaponare
e le fanciulle a risciacquare
tanta fatica e lieto parlare.
Poi giungevano i giovanotti
riempivano jasche, barilotti
trasportati a mano e spalle
verso monte o verso valle.
Il caro e vecchio fontanino:
attrazione di ogni bambino
e luogo del chiacchierare
nell' imbrunire era sognare.
Questo è un lieto ricordare
di chi non sa più scordare
del nostro utile fontanino
sostituito in un brutto mattino.
Rime e disegno dell'autore Domenico Friolo. MR 2025

giovedì 21 agosto 2025

FRAMMENTO DI VITA di DOMENICO FRIOLO ROTONDELLA 2025 08 21

 FRAMMENTO DI VITA 
di DOMENICO FRIOLO 
ROTONDELLA 2025 08 21

 


FRAMMENTO DI VITA

         (storia vera)

Avevo 14 anni, vivevo a Potenza era inizio di settembre ma mi trovavo nel paese dei miei natali.

Ero al Purgatorio e mi poggiavo all'angolo del panoramico muraglione che sovrasta la curva. All'altro capo del muraglione in alto il bravo e apprezzato Carmine Suriano: oste, salumiere, politico socialista disponeva presso il muraglione un tavolino e delle sedie per i suoi soliti quattro o cinque clienti amanti del gioco con carte napoletane: tre sette, scopa e briscola, mentre signore giunte nel suo negozio venivano serviti da sua moglie Modesta.

Allora il Purgatorio brulicava di bimbi, dei loro genitori di parenti e amici e di gente di passaggio, ci si scambiava l'un l'altro saluti notizie, avvenimenti, curiosità.

Quel via vai verso Caramola e verso la Trisaia era folto al mattino, come a sera.

Un giorno vidi un uomo: un benestante campagnolo, robusto, piccolo, tarchiato ed avanzo di °galera.... (l'aggettivo non intende offendere i suoi più diretti parenti, tutte bravissime persone).... avvicinare mio padre e parlottare con lui, come se stessero combinando un affare, questa volta il tarchiato parlava sul serio.

Mio padre, persona onestissima lo ascoltò, ma pareva contrariato dalla richiesta del tarchiato.

Li guardavo dall'alto del muraglione loro due che si trovavano presso il fontanino.

Io, incuriosito posi più attenzione al loro parlare e sentii nitidamente che il tarchiato voleva me come aiuto per i suoi possedimenti nella sua tenuta.

Smisi di ascoltarli e senza farmi vedere andai via.

Ma questo dialogo tra loro, mi aguzzò il pensiero: io lavorare con un benestante delinquente ladro e taglieggiatore?

Nel paese tutti sapevano e conoscevano costui e aveva anche un soprannome che ancora oggi è sulla bocca di tutti, perfino su un libro da poco uscito.

Mio padre tornato a casa, mi guardò intensamente per qualche secondo, poi con sforzo immane mi disse: oggi qualcuno mi ha proposto un lavoro per te.

E mi raccontò ciò che prima avevo visto e udito.

Risposi a mio padre con risentimento: Papà, ero venuto da te per starti vicino qualche settimana, io non rimango a Rotondella, ne vado a lavorare per certi soggetti.

Sono un ragazzino, ma la vita è mia e finora nessuno salvo mia sorella e il marito cognato si sin presi cura di me, ne tu, né i miei fratelli.

Mi dispiace non accetto...e mi comporterò di conseguenza.

All'alba del mattino dopo, senza dire niente a nessuno, e vestito con un paio di zoccoli ai piedi una magliettina estiva gialla e pantaloncini corti, neri e nulla più, mi avviai a piedi da Rotondella alla volta di Potenza, un percorso che conoscevo tramite ampie cartine geografiche che stupivano nelle aule scolastiche e per aver fatto questo percorso in auto con mio zio noleggiatore nel tratto rotabile verso prima del SS 104 e poi la SS 92 per Potenza.

Viaggi in cui memorizzai tratturi e vie sterrate che da queste Strade Statali si dipartivano come accorciatoie e che io percorsi per accorciare il tragitto.

Sapevo dove c'erano fontane lungo la via, e di tanto in tanto mangiavo qualche fico di settembre in poderi che fiancheggiavano la strada.

Intanto giunse il crepuscolo, vidi giungere una Mille e cento blu di qualche Ente, auto già vista a Potenza, cercai di fermarla con l'auto stop, rallentò ma non si fermò e procedette.

Rimasi deluso, se mi avessero preso a bordo a sera inoltrata sarei giunto a Potenza.

Un paio di minuti transitò un giovane con una vespa e mi offri un passaggio al paese successivo, accettai e procedemmo per Missanello.

Arrivato in paese vi era una processione con una Madonna che aveva bloccato il traffico, tra le auto ferme c'era la Mille e cento prima avvistata: bussai alla al vetro della portiera aprirono la porta, spiegai loro la ragione della mia richiesta del passaggio, i due uomini si guardarono poi mi dissero entra, ti portiamo con noi a Potenza.

Presi posto in auto e proseguimmo per Potenza dove giungemmo alle 22, mi accompagnarono fin dentro casa di mia sorella, e mi chiede scusa di non avermi dato il passaggio già prima sotto Missanello.

Ci fu grande emozione di tutti i presenti Mia sorella e mio cognato erano raggianti come me, i miei nipotini che per me erano fratellini minori erano felici e con entusiasmo del nostro riunirci di nuovo e mi presentarono la novità di casa un enorme pupazzo gonfiato detto Ercolino sempre in piedi.

Il giorno dopo mio cognato andò alla caserma dei Carabinieri e fece comunicare ai Carabinieri di Rotondella che ero a Potenza sano e salvo e di avvertire mio padre che mi cercò con amici e parenti.

Per non dimenticare aggiungo che il tarchiato personaggio era indicato col nome di una Nazione dell'estremo oriente.

Questa è storia vera vissuta da me voluta e creata sulla mia pelle a solo 14 anni di vita.

La vita procede molte volte come noi la vogliamo e facciamo.

Quel ragazzino eccolo ora in una foto di due giorni fa.

lunedì 11 agosto 2025

LUCIA FRIOLO MIA SORELLA DI DOMENICO FRIOLO ROTONDELLA 2025 08 11

LUCIA FRIOLO 
MIA SORELLA 
DI DOMENICO FRIOLO 
ROTONDELLA 2025 08 11



Lucia Friolo mia sorella. Mi fu ed è stata come madre dalla mia nascita.
Donna bellissima, elegante, desiderata e ben voluta.
Mia madre vera: era fornaia ed era impegnata con il forno e lasciava Lucia a nutrirmi, custodirmi, ad imparare a camminare e parlare, a mangiare.
Poi, quando ebbi 5 anni e Lucia si sposò, mi volle con lei a Potenza era nel 1953. Poi lei divenne mamma ed io a sei anni divenni zio, intanto la mia vera madre, perse la vita in Rotondella a causa di un attacco da infarto cardiaco.
I soccorsi per lei giunsero con ritardo.
Rotondella allora era un paesone di 6000 abitanti ma senza un pronto soccorso. Eppure vi erano tre medici, uno dei tre fu chiamato da mio padre recatosi a casa del medico dove egli era presente.
Mio padre giunse alle e subito scdisse è qualcosa di grave, è urgentissimo ore 20 da lui e il medico giunse a casa mia alle ore 22: dopo due ore ed a solo 400 metri da casa e per di più in discesa.
E pensare che mio padre nel correre quei 400 metri in forte salita ci impiegò nemmeno cinque minuti e a scendere di nuovo a casa da mia madre con meno di tre minuti.
Mio padre piangendo gli diede del miserabile a causa del ritardo con cui il medico giunse. Percorrendo ogni 25 minuti soltanto 100 metri.
Altro che urgenza. Che schifo.
Una vergogna.
Un ritardo eccessivo, 10 minuti prima che il dottore giungesse, mia madre spirò e lasciò il mondo.
Mia sorella continuò a prendersi cura di me.
Si spense qualche anno fà in piena era Covid.
La foto la ritrae prima della sua morte avvenuta a 87 anni.
La nostra somiglianza: incredibile.

#LuciaFriolo,

mercoledì 28 maggio 2025

ILLUMINAZIONE E ENERGIA ELETTRICA A ROTONDELLA DAGLI ANNI TRENTA, LA LUCE DI BITONTE HA COMPIUTO 100 ANNI - DI COSIMO STIGLIANO - ROTONDELLA 2025 05 28

 

ILLUMINAZIONE E ENERGIA ELETTRICA 
A ROTONDELLA 
1925 LA LUCE DI BITONTE 
HA COMPIUTO 100 ANNI 
di Cosimo Stigliano

ROTONDELLA 2025 05 28

(Pagina in aggiornamento)
L'ILLUMINAZIONE A ROTONDELLA




Prima dell’arrivo della corrente elettrica a Rotondella, come in tutte le zone non servite dalla rete elettrica, l’illuminazione era garantita con lumi ad olio, a petrolio e lampade ad acetilene che utilizzavano il carburo di calcio, per produrre acetilene.

 

LA LAMPADA AD ACETILENE

Lampada ad acetilene, dal Museo Rotunda Maris

Nella parte superiore della lampada è collocato il serbatoio dell'acqua, con il tappo di riempimento e il rubinetto per regolare il flusso dell'acqua.

Nalla parte inferiore è collocato il contenitore del carburo di calcio, appena il carburo entra in contatto con l'acqua avviene una reazione chimica con produzione di acetilene (gas infiammabile), che fuoriesce da un beccuccio posto di lato entro un corpo emisferico atto ad orientare la luce, dove la fiamma è protetta da un vetro. 
Nell'ultima fotografia, all'interno del contenitore, sono presenti ancora dei residui di carburo di calcio.

L'ENERGIA ELETTRICA E LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE  DAGLI ANNI TRENTA A ROTONDELLA

Il primo impianto per la produzione di energia elettrica, a Rotondella, fu realizzato dal Cav. Fedele Ielpo, negli anni 1930-1940 ed era a forza termica.

L’impianto era costituito da gruppi elettrogeni alimentati a combustibile.

La centrale di produzione era collocata in Piazza Albisinni, in un edificio posto alle spalle dell’attuale ufficio postale,  all’epoca più piccolo, dove sorge la piazzetta con i parcheggi.

 La ditta Ielpo, realizzò anche tutta la rete di distribuzione, per la pubblica illuminazione, delle strade di Rotondella, in quel periodo, le abitazioni, non erano servite dalla corrente elettrica.

Alla fine degli anni 30 e inizio anni 40, o per motivi tecnici, o per motivi di approvvigionamento combustibile, la centrale fu dismessa.

 Nel 1943 il Comune, con decreto Prefettizio, aveva requisito la rete di distribuzione, dell’energia elettrica, realizzata dalla Ditta Ielpo, di fondamentale importanza, per l’eventuale affidamento ad altri fornitori.

Nel 1944, il Comune, privo di energia elettrica, già da alcuni anni, entrò in trattativa con la Ditta Bavila Alessandro & Fortunato Filippo, che si dichiarava disponibile a riattivare la centrale elettrica della ditta del Cav. Fedele Jelpo.

In quegli anni la Ditta Bavila Alessandro & Fortunato Filippo, tentò di costruire anche un impianto di biogas, utilizzando la fermentazione di feci umane, che venivano raccolte di casa in casa, dagli addetti del comune,  in quanto, non esisteva una rete fognaria.

Ma, durante la fase sperimentale, l’esplosione dell’impianto pilota, li fece desistere, rinunciando al progetto.

 Nel capitolato del contratto di appalto, preparato dal Comune, fu inserito un articolo in cui il Comune si riservava di poter risolvere il contratto dopo i primi tre anni, se avesse trovato una ditta fornitrice di energia a forza idrica anziché termica.

Questo articolo fu inserito in quanto, la costruzione di centrali idroelettriche in Italia già negli anni Venti del Novecento era un fenomeno piuttosto comune, in aree montane dove era possibile sfruttare l'energia delle acque, ma soprattutto, perché nelle vicinanze di Rotondella esisteva una centrale idroelettrica in territorio di Valsinni realizzata dai fratelli Bitonte, i quali avevano trasformato il loro mulino in centrale idroelettrica e avevano costituita la S.LV.  Società Idroelettrica Valsinnese. 

In un altro articolo, del capitolato, si obbligava a fornire energia elettrica per uso illuminazione anche ai privati che ne facessero richiesta.

I costi di gestione della centrale termica, non erano bassi, in quanto, sia in periodo prebellico sia, soprattutto, in periodo bellico, era problematico l’approvvigionamento del combustibile e, molte volte, anche se assegnato, era impossibile ottenerlo.

La mancanza di combustile, comportava interruzioni di fornitura dell’energia, con conseguenti proteste da parte dei cittadini.

Si iniziò una trattativa,  anche con la S.LV.  Società Idroelettrica Valsinnese che già forniva energia elettrica a Valsinni, Colobraro e Nova Siri, facendo riferimento allo stesso capitolato di appalto, precedentemente preparato dal Comune.

Per il collegamento del Comune di Nova Siri, alla Centrale di Valsinni, la palificazione della rete, che trasportava l'energia elettrica, attraversava il territorio di Rotondella, quasi in prossimità del centro abitato, questo facilitava la rapida connessione alla rete per il Comune di Rotondella.

 I prezzi praticati dalla S.LV.  Società Idroelettrica Valsinnese, erano estremamente competitivi se raffrontati con quelli offerti dalla Ditta locale Bavila & Fortunato, anche per i motivi già esposti, pertanto la S.LV., si aggiudicò la fornitura.

 Ma, neanche l'ingresso della S.LV. doveva risolvere i problemi del Comune di Rotondella.

Già nei primi anni successivi, il Comune lamentava sia la scarsa intensità
luminosa, inferiore a quella contrattuale, sia le "continue, frequenti ed ingiustificate
interruzioni "

 La scarsa intensità luminosa era dovuta al fatto che l’energia elettrica prodotta dalla centrale, era insufficiente a soddisfare le richieste, sempre crescenti, che arrivavano dai comuni serviti, Valsinni, Colobraro, Nova Siri e Rotondella.

Per risolvere tali problemi, nel 1951 entrò in servizio una seconda centrale.

Ma, anche la nuova centrale, risultava insufficiente, soprattutto dopo il periodo bellico, quando cominciarono a comparire gli elettrodomestici: televisori, frigoriferi, ferri da stiro ecc ...  

 Per quanto riguarda le frequenti interruzioni, la turbina della centrale, veniva azionata dalle acque del fiume Sinni, che venivano convogliate alla centrale, con la realizzazione di uno sbarramento di una parte del corso del fiume, utilizzando tronchi e fascine.

Quando si verificavano forti precipitazioni, il fiume si ingrossava così tanto, che trascinava via lo sbarramento, pertanto alla centrale non arrivava più acqua per azionare la turbina e la produzione di energia si fermava.

Soprattutto nei mesi autunnali e invernali, l’acqua nel fiume Sinni era abbondante, tanto che, sfruttando la corrente, si trasportavano i tronchi di alberi, tagliati nel bosco di Francavilla e d’intorni, a valle, fino alla contrada "S. Laura" in territorio di Rotondella, dove il fiume era navigabile e quindi potevano essere caricati su delle chiatte.

 Lungo il percorso, nel fiume,  i tronchi venivano controllati e guidati fino alla destinazione da squadre di operai chiamati "varaturari".

I varaturari erano numerosi nella zona di Francavilla e molti di questi, nella stagione estiva, ma anche in quella invernale, quando non si trasportavano i tronchi, come lavoro, facevano guadare il fiume agli abitanti della zona, o quando si ammassavano sull’altra sponda le merci provenienti da Lagonegro o da Napoli, trasportandoli sulle loro spalle.

In questi casi venivano indicati con il nome di “Passatore”.

Il passatore era l'uomo che riusciva, anche nei momenti di piena del fiume, a trasportare le merci e le genti da una sponda all'altra del Sinni. 

Il più famoso dei passatori fu senz’altro Pietro Pangaro detto “zi Pietro”, un uomo gigantesco, dal fisico integro, che in tanti anni di mestiere aveva imparato a conoscere tutti i segreti e le insidie del fiume.

 Per dare un’idea della forza dell’acqua, durante la disastrosa alluvione del novembre 1944, il ponte che collegava Valsinni con Colobraro, fu travolto dalla corrente causandone il crollo di una parte e la centrale fu invasa dall’acqua e danneggiata.

 

Nelle immagini, 1-2) il ponte crollato (1944), 3) la fase di ricotruzione (1946-48), 
4) il nuovo ponte a campata unica.

Nei pressi della centrale, di Valsinni, sorgeva anche la filanda di proprietà dei Bitonte dove venivano conferiti tutti i raccolti del cotone o bambagia, coltivate nelle cosiddette vammacarë presenti anche sul territorio di Rotondella.

 Nel 1958 la S.LV.  Società Idroelettrica Valsinnese, non riuscendo più a soddisfare le richieste di energia, provenienti dai comuni collegati alla centrale, intavolò una trattativa con la Società Lucana per imprese Idroelettriche, con sede a Napoli e Direzione a Potenza, che si concluse con la cessione della centrale.

Già dall’inizio del 1959 i contratti di utenza, venivano stipulati dalla Società Lucana per imprese Idroelettriche.

 

Contratto di utenza elettrica, stipulato da Giambattista Stigliano, nel 1959, per il suo negozio situato in Via Centolina 38, attuale Via Giacomo Leopardi.

Per quanto ricordo, Le bollette venivano pagate presso la Famiglia Fabiano. Titolare era Nicola Fabiano, il cassiere era il padre Vincenzo.

 


Alcune immagini della centrale vista dall'alto, quando era ancora in funzione. 

 

 Immagini che mostrano quel che restava della struttura della centrale, nel 2005, realizzate dal sottocritto, Cosimo Stigliano, durante una mia escursione lungo il fiune Sinni, con la preziosa guida dell'amico Giovanni Petrigliano di Valsinni. 


1) I ruderi della centrale vista dall'alto - 2)Tra i rami e le sterpaglie, si intravedono alcuni macchinari, ancora presenti nella centrale. - 
3-4)Le pareti della parte superiore della centrale.



1)Torretta di carico dell'acqua - 2)Canale di adduzione acqua, con griglia per trattenere i detriti e altro materiale che potevano danneggiare la turbina - 3)canale di adduzione - 4)Pozzo per il salto dell'acqua per far girare la turbina, 
1-2) Muro di contenimento del canale di adduzione, lungo il fiume, a monte della Centrale. - 3-4) Canale di adduzione acqua.

1) Plinto in cemento per sostenere i pali della rete elettrica - 2-3-4) Pali della rete elettrica

LA LUCE DI BITONTE HA COMPIUTO 100 ANNI

 La S.LV.  Società Idroelettrica Valsinnese ha compiuto 100 anni dalla sua fondazione 13 04 1925 – 13 04 2025.

 L'Associazione "Castello di Favale" , in collaborazione con il Comune di Valsinni  ha voluto ricordare questi pionieri dell’energia elettrica con una targa marmorea,  in onore dei fratelli Bitonte.



 


#lumiadolio, #lumiapetrolio, #lampadeadacetilene, #carburodicalcio, #acetilene, #FedeleIelpo,
#DittaBavilaAlessandro&FortunatoFilippo,  #BavilaAlessandro, #FortunatoFilippo,
#S.LV., #SocietàIdroelettricaValsinnese, #FratelliBitonte,  #energiaElettrica, #SocietàLucanaperimpreseIdroelettriche

domenica 25 maggio 2025

PHOTOGALLERY IL TRAGUARDO GARA DI CARRETTI SU CUSCINETTI A SFERA MOTO CLUB ROTONDELLA 2025 05 25

MOTO CLUB ROTONDELLA 

IL TRAGUARDO 
GARA DI CARRETTI 
SU CUSCINETTI A SFERA 

DOMENICA 25 MAGGIO
ROTONDELLA 2025 05 25 



MOTO CLUB ROTONDELLA 

Vorremmo ringraziare di cuore tutti i partecipanti grandi e piccini che hanno reso possibile la nostra gara dei carretti .E’ stato un evento meraviglioso che ha visto il coinvolgimento entusiasta di bambini e adulti e ha permesso di riscoprire la gioia dei giochi di una volta. Siamo particolarmente felici di aver visto i bambini allontanarsi dai cellulari per alcune ore e immergersi completamente nei giochi tradizionali, riscoprendo la magia del divertimento senza schermi. Questo ha permesso loro di vivere i momenti indimenticabili e di creare ricordi speciali con i genitori e gli amici ,un ringraziamento speciale ai genitori che hanno costruito i carretti insieme ai loro figli creando momenti di interazione e divertimento .Ringraziamo anche le comunità rotondellese e albanese per la loro partecipazione , la scuola europea ,sanchirico spettacoli e l’amministrazione comunale . Speriamo di rivedervi tutti l’anno prossimo per un’altra edizione della gara dei “carretti”,grazie a tutti per aver reso questo evento così “speciale

#GaraCarrettiSuCuscinettiaSfera, #Carrïcedd,










sabato 24 maggio 2025

Video ARMANDO BONAVITA RACCONTA "IL CARRETTO CON LE RUOTE DI LEGNO" DI COSIMO STIGLIANO ROTONDELLA 2025 05 24

ARMANDO BONAVITA 
RACCONTA 
"IL CARRETTO CON LE RUOTE DI LEGNO"
"U Carrïcedd "
INTERVISTA DI 
COSIMO STIGLIANO 
ROTONDELLA 2025 05 24




#CarrettoConRuoteDiLegno, #Carrïcedd,


giovedì 15 maggio 2025

IL TRAGUARDO GARA DI CARRETTI SU CUSCINETTI A SFERA ROTONDELLA 2025 05 25

 IL TRAGUARDO 
GARA DI CARRETTI 
SU CUSCINETTI A SFERA 

DOMENICA 25 MAGGIO
ROTONDELLA 2025 05 25 


“Il Traguardo”
Gara di carretti su cuscinetti a sfera!
In collaborazione con l’Associazione Motoclub Rotondella, vi invitiamo ad un evento speciale per rivivere insieme il fascino degli antichi giochi!
Quando?
Domenica 25 Maggio
Un’occasione per grandi e piccini di riscoprire il divertimento semplice e genuino di una volta… ma con un pizzico di sana competizione!
Porta con te il tuo carretto e preparati a tagliare il traguardo!
Vi aspettiamo!
#GaraCarrettiSuCuscinettiaSfera, #Carrïcedd,