domenica 21 febbraio 2021

ROTONDELLA "QUEL MARE SOTTO IL NOSTRO BORGO" di Domenico Friolo Rotondella 2021 02 21

ROTONDELLA
QUEL MARE SOTTO IL NOSTRO BORGO  
di Domenico Friolo

Rotondella 2021 02 21

 


Un racconto poetico di tempi ormai del passato, quando noi di Rotondella d'estate ci recavamo sulla spiaggia del mare Ionio al lido Rivolta.

Ancora prima andavamo al mare di Nova Siri, dove costruivamo baracche con tutto l'occorrente per una lunga estate al mare.

Poi l'avvento della privatizzazione, lasciammo il mare di Nova Siri, per spostarci al lido rotondellese: il nostro caro lido sul nostro mare.

Io, da buon osservatore e dallo scrivere facile, ne riporto momenti raccontando quel passato, con un pizzico poetico e tanta goliarda nostalgia racchiusa in un uomo ormai anziano e distante da questo incontaminato lido marino jonico.

 

 

QUEL MARE SOTTO IL NOSTRO BORGO

Come plasmato in abbozzo, il lido Rivolta,

è il mare nostro, con un arenile immacolato,

offre la riva all'approdo di placide onde

e alla variopinta moltitudine di ombrelloni.

I bagnanti, con timoroso e lento immergersi,

che dà quel respiro con un brivido corporeo

ed il conseguente saltello: una inutile reazione

per sfuggire al giungere del lieve flutto onduoso.

È solo un moto di acqua fresca e cristallina,

trasparente, che svela segreti di riflessi solari

visibili nel fondo del mare dove a cauti passi,

i piedi vengono diretti verso acque più alte.

La volta celeste, rimanda mobili ombre

delle sue nuvole bianche nelle acque dolci

del Pantanello, dove un colubro innocuo

attira e tenta l'attenzione di una gru.

Dopo il bagno in quelle limpide acque,

lentamente, con furtivo andare,

gruppetti di donne confabulano

e attente a non far rumore, svaniscono.

Lasciano la spiaggia nel silenzio,

si addentrandosi negli alti cespugli,

per indossare un costume asciutto,

quello bagnato viene tolto e strizzato.

Gli uomini lo sanno, ma si fingono distratti,

è solo parvenza, celata col fumo di sigaretta

avviluppata alle labbra, hanno lo sguardo che

sembrerebbe puntato su vette ancora innevate.

È il Pollino che si erge maestoso all'orizzonte,

dando spettacolo bianco sotto l'azzurro,

In questo magnifico angolo di mare lucano,

di cui se ne giovano bambini gioiosi e felici.

I piccoli alimentano gli infantili trambustii,

dimenii aggraziati e giocano con dispettose

onde di riva in quel regno di acqua e arena,

i genitori li guardano e vegliano, li consigliano.

Fanno discutere le donne con seni e nasi rifatti,

niente altro che il solito mormorio prezzolato

di opinioni pronte a demolire ritocchi estetici

che donano un bricciolo di bellezza in più.

Un invio di velata invidia femminile di chi,

non può, purtroppo permettersi di altrettanto.

Mentre ragazzi prima imbrigliati dai giochi,

divengono arguti e audaci con le ragazze.

Sotto l'ombrellone, c'è chi curioso osserva,

attratto, più che dalle meraviglie balneari,

dalle belle donne che passeggiano a riva,

annotando a mente e poi, come me, scriverne.

By Domenico Friolo