EPPUR MI FOSTI MADRE
di Domenico Friolo
ROTONDELLA 2026 01
03
EPPUR MI FOSTI MADRE
by Domenico Friolo
Terra lucana
incastonasti a te
come diamante
il mio primo gemito
e per me esser
tuo figlio
fù croce pesante.
Eppur mi fosti madre
eppur ragione di vita.
Fosti ed ancor oggi sei
fastello greve
che purtroppo o grazia
ancor mi aggrada
in un destino
fattosi tra noi, dissonante
incerto, indefinito
vagante tra amor e rabbia
che a mal fatica sopporto.
Affascinante, delicata
come stelle tremule
eppur tu, distilli
goccia a goccia
nel mio cuor, angoscia
che fa lo sguardo ormai privo di fervore
in occhi che non colgono più promesse,
ma il volgo:
Sopporta, figlio mio.
Terra lucana
così vedi svanire
i tuoi diamanti...
Tu madre mia
lasciata a divenire
un vuoto
ed inutile scrigno...
Una poesia che ho cucito nella mia anima e su zolle della mia terra lucana.
Luogo che sicuramente tocca anche l'intimità della lucanità di questo popolo: ovvero quell'amore diffuso, sofferto, senonchè, come viene riportato:
""eppure croce pesante"".
Poesia facente parte dell'
*Antologia Scriviamo*
del 2014 realizzata dalla IRDA EDIZIONI a cura di D.Straccamore, assemblata a Boston USA, distribuita nel mondo dalla LuLu.
